La Stampa – Spose-bambine Le ultime vittime della guerra siriana

di Francesca Paci

Vendute dai genitori: meglio che profughe

IL «MERCATO»
I mariti si propongono su Internet offrendo poco più di 100 euro

Quanto costa una giovane moglie siriana ai tempi della guerra civile tra il regime degli Assad e l’opposizione armata? La domanda, sottolinea cinicamente un acquirente su internet, è legata all’offerta. E con lo scontro tra Damasco e l’opposizione balzato a quota 35 mila morti e almeno 250 mila rifugiati c’è chi approfitta della dimensione del bisogno proponendosi come «marito» per soli 500 ryad sauditi, circa 105 euro, la metà del prezzo corrente fino a pochi mesi fa. Il mercato delle spose bambine, denuncia il quotidiano degli Emirati The National, è la nuova frontiera dell’annichilimento umano nei campi profughi turchi, libanesi e giordani allestiti per tamponare la crisi siriana e appena omaggiati dalla visita dell’attrice Angelina Jolie. «I genitori si sentono costretti a maritare le figlie agli stranieri perché è comunque un’alternativa migliore alla vita nel campo profughi» scrive il columnist saudita Mohammed al Osaimi. Oggi centinaia di minorenni siriane, spesso addirittura under 15, vengono di fatto vendute a facoltosi uomini d’affari arabi esattamente come alcuni anni fa avveniva nei night club alla periferia di Damasco con le giovanissime rifugiate irachene (ma anche afghane), messe sul mercato dalle madri orgogliose di descriverle «adari» (in arabo vergine) per il corrispettivo di 35 euro l’ora o poco più. Anche in questo caso il matrimonio funge da copertura religiosamente corretta per il mercato del sesso ma il tramite stavolta è il web. Le migliaia di messaggi nei forum raccontano quanto richiesta e offerta si rilancino a vicenda in una galassia fortemente marcata dalla misoginia. C’è chi cerca genericamente «ragazze siriane a scopo matrimonio», chi preferisce una certa zona di provenienza (al Mafraq, Amman, Ramtha, Irdib, Karak) e chi chiede l’assoluzione di una fatwa ad hoc. Ma a emergere è soprattutto la rotta della tratta, Arabia Saudita in testa e poi Turchia. La guerra non ha mai pietà per nessuno, a cominciare dai più deboli. Secondo il Dipartimento di Stato Americano quella irachena del 2003 ha avuto tra gli effetti collaterali un’intensissimo traffico di baby prostitute verso i Paesi confinanti, specialmente del Golfo. La Siria 2012 non fa eccezione e l’eco lontano della primavera araba con le sue ambizioni democratiche rende ancora più sinistra la bramosia che filtra dall’Arabia Saudita, sponsor dei ribelli anti-Assad ma irriducibile nella repressione dei propri.

La Stampa – Spose-bambine Le ultime vittime della guerra siriana
[File pdf - 168 Kb]