la Repubblica D – C’è una lobby in rete per te

di Deborah Arneri

In Inghilterra e Francia nascono siti di battaglia contro il sessismo in famiglia, sul lavoro, in politica

Emma racconta di quel chirurgo del Royal Hospital «che si sedette nel mio bar e scattò una foto del mio sedere mentre mi piegavo per riempire il frigorifero». S. fa riferimento a una sentenza della Cassazione italiana: «Un ragazzo mi disse che se una donna indossa i jeans è lecito toccarla. E sosteneva che in Italia non puoi essere condannato per stupro se hai i jeans, perché devi esserteli tolti da sola».
Jo ha una storia più amara: «Quando confessai al mio fidanzato che in passato ero stata violentata l’unica sua preoccupazione fu come questo avrebbe influito sui nostri rapporti sessuali».
Piccoli, grandi abusi. Un catalogo di misoginia. È Everyday sexism project (everydaysexism.com), sito fondato da una giornalista britannica, Laura Bates, per dare spazio alle donne che si sentono discriminate in famiglia, sul lavoro, all’università. «Ho deciso di aprire il sito perché mi sono accorta che il sessismo era un problema invisibile», ha spiegato Bates. «Molte donne hanno le stesse brutte esperienze ma si sentono ripetere di non lamentarsi e di avere senso dell’umorismo». Risultato? Più di 30mila post e altrettanti follower su Twitter in pochissimo tempo. Il successo ha colto di sorpresa Laura, che sta cercando di raccogliere fondi per trasformarlo in uno strumento di ricerca. Intanto è diventato una campagna globale per la parità di diritti e le testimonianze saranno raccolte in un libro. Il sogno è farlo diventare una fondazione. A dare battaglia contro il sessismo è anche un’altra lobby al femminile, in Francia. Si chiama Femme & Pouvoir (femmesetpouvoir.fr) ed è stata fondata dalla 28enne Julia Mouzon. L’obiettivo è incoraggiare e ispirare le donne a scendere in politica, rompere il cosiddetto soffitto di cristallo che impedisce loro di occupare poltrone di rilievo. In Francia oggi solo il 14% dei sindaci e il 27% dei parlamentari sono donne. Cifre che si fanno sberleffi della parità. Mouzon vorrebbe creare un network influente di signore della politica per spronarne altre a bussare alla stanza dei bottoni. Intanto ha organizzato una due giorni di convegni durante la quale donne politiche, provenienti da tutta la Francia, hanno dibattuto dei problemi comuni e delle soluzioni per sconfiggere la superiorità maschile (senza menzionare le quote rosa!). «Dobbiamo riflettere sulle nostre esperienze, imparare dal percorso fatto dalle altre, dai loro successi e dai loro fallimenti», dichiara entusiasta Mouzon. «Dobbiamo capire che le difficoltà non sono personali, ma collettive. E che solo tutte insieme possiamo superarle».

L’INVITO È “PARLA CON NOI”
Dal 2 aprile, sul nostro sito (d.repubblica.it) è partito “Parla con noi”: il megablog collettivo di 100 donne speciali (professioniste, manager, imprenditrici) che ce l’hanno fatta in un mondo del lavoro dominato dagli uomini. Curato da Cinzia Sasso, il blog lancia ogni giorno un argomento e invita tutte a intervenire. L’idea, spiega Sasso, è: «Rovesciare la solita logica: non vogliamo essere noi a parlare in nome e per conto delle donne, vogliamo che a dire siano loro. E siccome siamo molto ambiziose, vogliamo che questo blog diventi anche uno strumento per orientare le decisioni pubbliche». Le statistiche dicono che il Parlamento non è mai stato cosi rosa e le dirigenti italiane sono cresciute del 15%, ma c’è ancora molto da dire. E da fare.

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