Il Messaggero – Il Governo ratifica la convenzione contro la violenza sulle donne

Ok al testo di Istanbul Fornero: adesso tocca al Parlamento

IL TRATTATO
ROMA La violenza contro le donne è «una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata». Lo dice la Convenzione europea firmata a Istanbul l’11 maggio dello scorso anno, sottoscritta dall’Italia il 27 settembre di questo 2012 e ratificata ieri sera dal consiglio dei ministri su proposta del ministro degli Esteri Terzi di Santagata. Palazzo Chigi ha dato così il suo via libera al disegno di legge, il testo passa ora all’esame del Parlamento.

I COMMENTI
Mentre le cronache continuano a raccontare di tragici episodi di violenza contro le donne italiane -118 vittime solo in questo 2012- il Paese fa un grosso passo avanti sul piano legislativo adottando uno strumento che fissa i principi cardine di questa battaglia, «per prevenire, punire e contrastare la violenza contro le donne». È stato del ministro del Welfare Fornero il primo commento: «Il consiglio dei ministri ha fatto una scelta di grande responsabilità e grande sensibilità: penso che le donne e gli uomini possano essere soddisfatti di questa prova del governo». E ha aggiunto: «Mi auguro che il Parlamento voglia approvare in fretta la ratifica per dare un contributo molto importante all’affermarsi della cultura del rispetto delle donne e contro ogni sopraffazione». Soddisfatta anche Mara Carfagna deputato del Pdl, ex ministro per le Pari opportunità: «È un segnale importante ed una risposta anche ai drammatici fatti degli ultimi giorni. Ma accanto alle leggi è necessario che il sistema giudiziario funzioni e tuteli le vittime: troppo spesso, come accaduto negli ultimi casi di cronaca, le denunce vengono sottovalutate». Poi le parole di Vittoria Franco, senatrice del Pd: «È una bellissima notizia». Per David Favia dell’Italia dei Valori, invece, «la ratifica è un segnale importante ma da solo non basta. Bisogna rifinanziare il Fondo contro la violenza sessuale e di genere, istituito dal governo Prodi, e cancellato dal governo Berlusconi» . Era stata la rete «No more», poche ore prima del via libera alla Convenzione, a lanciare un drammatico appello proprio al governo: «Non abbandoni la battaglia contro la violenza sulle donne e onori quegli impegni presi, realizzabili anche dopo lo scioglimento delle Camere in ordinaria amministrazione». Quanto alle cifre, nell’appello sottolineava che le 118 donne uccise in Italia nel 2012 sono una stima per difetto: «Non esistono dati ufficiali sul femminicidio, ma i numeri citati – spiegava Vittoria Tola, responsabile Unione donne d’Italia (Udi), associazione promotrice di No more – non tengono conto delle cosiddette vittime collaterali, delle donne che si sono suicidate a causa delle violenze fisiche o psicologiche subite e di quelle considerate prostitute migranti, calcolate quindi fra le vittime della criminalità».

L’ESCALATION
Ancora quattro vittime negli ultimi tre giorni
ROMA Quattro casi di violenza contro le donne negli ultimi tre giorni. L’ultimo ieri a Roma: un giovane rumeno ha dato fuoco alla moglie, ora in ospedale per le gravi ustioni. Il giorno prima una donna di 67 anni strangolata dal marito a Genova, domenica una madre di tre figli uccisa a coltellate dal marito a Caserta e un’altra ferita a Civitanova.

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